fbpx

Un grande uomo ci ha lasciato

 

E’ da poco mancato Giuseppe Gordini, che può senza dubbio essere considerato

uno dei “padri fondatori” del fuoristradismo italiano

Giuseppe Gordini, più semplicemente Beppe o “il Capo”.

Per alcuni un nome, per gli amici un riferimento, un compagno di avventure, un modo di essere.

 

La sua passione per il fuoristrada nasce da una situazione drammatica: dopo l’alluvione del Polesine si occupa della manutenzione degli scavatori impegnati nella ricostruzione degli argini e, per spostarsi più velocemente tra i cantieri, si procura una Jeep Willys di provenienza militare e ne scopre così le potenzialità.

Finito il lavoro nel Polesine, la Jeep se la porta a casa e con gli amici inizia le escursioni per l’appennino tosco-emiliano… unici equipaggiamenti extra una bombola di metano (perché la benzina era troppo onerosa per l’uso amatoriale) e una corda di canapa.

Precursore dei servizi di protezione civile, Giuseppe Gordini durante le nevicate accompagna per sentieri impraticabili a volte il medico, altre l’ostetrica, conquistandosi prima la simpatia delle persone e poi un po’ la fama di “matto” e di “manico”del volante.

Alla fine degli anni sessanta incontra Edo Ansaloni, grande appassionato di Jeep e già conoscitore del mondo fuoristrada made in USA. Insieme decidono che il fuoristrada si deve evolvere, uscendo dall’individualità che l’aveva caratterizzato fino a quel momento.

Gordini e Ansaloni prendono spunto dalle associazioni americane e il 14 Dicembre 1969 fondano il primo sodalizio di questo tipo registrato ufficialmente in Italia, il “Club Nazionale Veicoli Fuoristrada’”.

Il motto non ufficiale del CNF è farina el suo sacco: “più che tanti cavalli sotto al cofano, meglio un buon somaro al volante!”.

Iniziano così i primi raduni nazionali, lunghe escursioni anche all’estero e attività agonistiche dove Beppe si cimenta con successo, collezionando numerose vittorie, forte anche delle precedenti esperienze soprattutto nel karting.

Inizialmente utilizza una Jeep CJ3B, quindi una Jeep M38A1 sulla quale trapianta un motore Chevrolet Corvette, infine una Jeep V6.

Nel frattempo l’amico Edo gli cede “momentaneamente” la carica di Presidente di club per seguire altri impegni, carica che Gordini manterrà fino al 2020…!

Intanto i Club per veicoli fuoristrada in Italia si moltiplicano e si fa avanti l’idea di costituire una federazione di associazioni fuoristradistiche, nasce così la “FIF – Federazione Italiana Fuoristrada”.

Terminate le esperienze agonistiche Beppe, meglio conosciuto dagli amici come “il Capo”, si dedica al Club facendolo crescere nei suoi obbiettivi ed aumentandone il seguito.

Fattore non secondario per questo successo è la sua idea di dotare l’associazione di una cucina mobile proveniente da surplus militare. Ovviamente l’iniziativa ha grande successo, perché il fuoristradista ama piantarsi nel fango ma non si tira indietro nelle a tavola!

Gli anni scorrono tra eventi, raduni, gare e gite di club dalle quali escono anche aneddoti divertenti. Uno a caso: nacque una diatriba fra Beppe e un partecipante che, durante una sosta forzata in un tratto impegnativo, esaltava le doti della Lada Niva, asserendo che non era possibile ribaltarla.

Beppe lo contraddisse affermando che qualsiasi macchina può ribaltarsi, detto questo salì sul suo mezzo, che casualmente era proprio una Lada Niva, e percorse il tratto di fuoristrada che era causa della sosta. Salendo lungo la pendenza laterale anziché seguire il percorso stabilito il risultato fu ovviamente quello di ribaltare su un fianco l’auto. Aperto lo sportello opposto, uscì ed esclamò: vedete che anche la Niva si ribalta?

Il Capo, caparbio ma anche divertente, irragionevole ma anche diplomatico, è stato anche un Papà fuori dal comune, ma questa è un’altra storia…


Warning: count(): Parameter must be an array or an object that implements Countable in /home/customer/www/fif4x4.it/public_html/wp-content/themes/dialy-theme/includes/single/post-info.php on line 4