COMUNICATO F.I.F. SU TASSA DI POSSESSO

 

Ci giungono diverse richieste di informazioni in merito alla Legge 30 dicembre 2018 n. 145 (Legge di bilancio 2019), pubblicata nel supplemento ordinario n. 62 della Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2018, in particolare per quanto riguarda la riduzione del 50% del costo del bollo per le auto di età compresa tra i 20 ed i 29 anni.

La Federazione Italiana Fuoristrada, com’è noto, ha da qualche anno istituito un Registro Storico dei Veicoli Fuoristrada (RIFS) ma, come accade per tanti altri Registri di veicoli storici, non rientra tra quelli previsti nell’art. 60, comma 4), del Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n.285 (nuovo Codice della Strada), che sono invece specificatamente elencati, ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, e che sono gli unici a poter rilasciare certificati di “rilevanza storica” per un veicolo.

L’attuale parco circolante dei veicoli 4×4 di interesse storico, immatricolati in Italia tra i 20 ed i 29 anni, è composto per la maggior parte da autovetture ed autocarri la cui potenza fiscale risulta molto bassa, pertanto sono soggetti al pagamento di tasse di possesso che difficilmente superano i 250 euro/anno.

Questo ci porta a fare due semplici conti:
– spese di restauro del veicolo al fine di renderlo idoneo a quanto specificatamente richiesto da ASI per i veicoli storici, con visita di revisione biennale, come previsto dalla nota n. 79260 del 4 ottobre 2010 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
– spese di iscrizione ad un Club federato ASI: tra euro 100 (quota minima imposta da ASI con delibera del 2008) ed euro 150 ogni anno;
– spese di rilascio del “certificato di rilevanza storica” rilasciato da ASI: circa euro 40;
– spese per la trascrizione sulla carta di circolazione della denominazione di “veicolo di interesse storico”: circa euro 40.

La considerazione finale quindi è: ma siamo sicuri che al possessore di un veicolo 4×4 di interesse storico conviene mettere in moto tutto questo meccanismo per ottenere la riduzione del 50% della tassa di proprietà?
E che dire poi del fatto che questa discutibile normativa alla fine dei conti, invece di portare un reale risparmio per le tasche dei possessori di veicoli 4×4 di interesse storico, si traduce in un grosso utile per un registro storico privato?

Mettiamo in conto anche il fatto che non è possibile prevedere se un domani, l’aver trascritto sulla carta di circolazione che il proprio veicolo è di rilevanza storica, potrà comportare limitazioni nella guida, come già oggi accade per i veicoli d’epoca.

Infine non è ancora chiaro se le Regioni saranno tutte obbligate ad applicare questo Decreto oppure, come già accade oggi, ognuna potrà definire le proprie regole applicative o no (ad esempio la Lombardia ha continuato ad applicare l’esenzione dal pagamento della tassa di proprietà per i veicoli ultraventennali, nonostante nel 2015 il governo avesse abolito questa agevolazione).

La Federazione Italiana Fuoristrada continuerà comunque a seguire l’evoluzione di questa faccenda che, al momento, non presenta alcuna utilità economica per la maggior parte dei possessori di veicoli fuoristrada di interesse storico.