DALLA FORMULA GE.V.A.C. ALL'OPEL FRONTERA, 20 ANNI DA FESTEGGIARE
«Da sempre incuriosito di questo strano mondo, il mio rapporto con il fuoristrada è stato legato sia all'hobby che al lavoro, spesso scambiando i ruoli così da avere, almeno l'impressione di lavorare con un passatempo.
Nel '71 a Milano, lavorando alla British Leyland Italia, con le importazioni delle Land Rover e delle primissime Range Rover (che per pura curiosità costava Lit 3.900.000 + IGE 4%) il prodotto cominciò ad essere non il solo mezzo ex militare spartano per pochi entusiasti.
I fuoristradisti allora coordinati solo dal Club Nazionale Fuoristrada di Bologna con qualche delegazione in altre località italiana e dal Cross Car di Torino, sentirono l'esigenza di una struttura nazionale, per il sempre maggior sviluppo delle competizioni e la necessità di scelta se un'organizzazione ufficiale dovesse finire come sottocommissione in seno alla C.S.A.I., oppure rivendicare il proprio ruolo autonomo.
Fondamentale ai tempi fu il ruolo di Giovanni Cassini, creatore, animatore e motore dello sviluppo della Federazione Italiana Fuoristrada, fino alla sua uscita, anni dopo, in quanto sostenitore della completa autonomia della Federazione rispetto alla C.S.A.I..
Altri personaggi del tempo furono sicuramente il direttore di Quattroruote Gianvincenzo Madaro, che sulla rivista ampi spazi al fuoristrada e nel settore i fratelli Messina, Giovanni Bertolini, Riccardo Bertola ecc. Fra tutti Cassini era, comunque, il più libero di esprimere al meglio la propria passione.
In quegli anni la British Leyland si fonde con la Innocenti: alcuni vecchi dirigenti memori dei successi del Land Rover Club d'Italia, che fu catalizzatore dei clienti Rover anche se iscritti ad altri clubs. La mia attività lavorativa mi portò poi all'Agusta MV per un paio d'anni, durante i quali mi occupai della Federazione Italiana Fuoristrada, coadiuvando Giovanni Cassini alla Segreteria.
A questo periodo, che ricordo con piacere, risale l'invenzione dei raduni Formula Ge.V.A.C., attuata assieme a Cassini, entrambi rubando notti al sonno escogitare una formula che permettesse ai semplici appassionati od addirittura novizi di partecipare, magari con moglie e figli ad uscite domenicali senza dover passare necessariamente alle gare che allora erano piuttosto di autocross.
Nel 1976 rientrai a lavorare alla British Leyland Italia, società autonoma d'importazione dei veicoli Land Rover, dove per non perdere il vizio promuovemmo i Raduni Leyland 4x4 nel Verde, che molti ancora ricordano, appoggiandoci organizzativamente ai Clubs, che nel frattempo confluivano sempre più nella Federazione ... »
La suddetta formula consisteva in esercitazioni di mobilità su terreno vario, nel quale dovevano essere presenti le difficoltà naturali, che si frappongono alla locomozione di un veicolo e che, secondo la teoria di locomozione fuoristrada, potevano essere sintetizzate in quelle classi d'impedimento.
La suddetta formula cercava di dare un metodo d'approccio sportivo a tutti i fuoristradisti senza uso della velocità. Aveva svolgimento, soprattutto nei raduni con prove e fu l'antesignana dell'attuale trial.