SONO UNO DI VOI
«... con tutti i Vostri problemi ed esigenze che l'uso appassionato del mezzo fuoristrada pone.
Ho collaborato alla nascita della FEDERAZIONE ITALIANA FUORISTRADA perché la ritenevo e ritengo necessaria per l'ulteriore sviluppo del nostro sport.
Il giornale, dopo la Federazione, mi è sembrato il punto prioritario, e in tale direzione mi sono impegnato. Ma il giornale, come la Federazione, per essere vitale richiede l'impegno di tutti gli appassionati, nella misura in cui esige una più ferma centralizzazione delle decisioni, richiede anche che uno solo si assuma tutte le responsabilità.
Per scaramanzia scrivo che mi sono assunto il compito di sbagliare per quelli che verranno, per lasciare loro un patrimonio di errori da evitare, e al limite non è poco, anche se la collaborazione altamente qualificata di un Romano, un Ioli, un colli, un Buffa, mi ha consentito sicure pagine di interesse nella rivista, mentre l'adesione alla mia iniziativa di uomini, clubs e Aziende del Fuoristrada conteneva il passivo di gestione entro limiti per il momento tollerabili.
Quando ho cominciato a pensare alla rivista, il mio era un disegno di informazione del quale come tutti Voi avvertivo la carenza. Informazioni su uomini raduni mezzi e competizioni, anche così, non semplice da portare in porto e non solo per le ovvie ragioni economiche ...
Contro i fuoristradisti e sul fuoristrada incombe, pesante minaccia, una campagna per mobilitare l'opinione pubblica. Un esempio per tutti: il "Regolamento di Polizia Rurale - Comunità Alta Valle di Susa" redatto da un consorzio di comuniche (cito dal regolamento): "ha lo scopo di promuovere il rispetto della natura, la tutela dell'ambiente, un'ordinata delle risorse naturali e dell'agrosilvicoltura….". All'Articolo 7 di tale regolamento si legge; "E' vietato compiere con mezzi motorizzati percorsi fuoristrada, tranne che nelle località a ciò destinate e previa autorizzazione del comune. I sentieri di montagna e le mulattiere sono considerate a talfine fuoristrada…..".
Questa tendenza contro il fuoristrada mi ha indotto ad un serio riesame del mezzo fino a riscoprirne tutta la validità di fondo, ben al di sopra delle accuse passionali, proprio in difesa della natura e per uno sviluppo dell'economie montane.
In effetti, mentre la strada asfaltata dissesta l'equilibrio ambientale delle zone attraversate e prelude alle indiscriminate lottizzazioni e cementificazioni, il fuoristrada non reca danno al suolo fino a pendenze oltre le quali è impossibile procedere ...
Questa tensione ecologica è giunta quanto mai opportuna, arricchendo la nostra rivista di una sua impostazione programmatica, già raggiunta da molti clubs del fuoristrada. Coordinare tutti questi fattori, e il sopraggiungente cross, in travolgente impetuosa ascesa, che con la forza del numero reclamava spazio ed attenzione, non è stata impresa facile per un'iniziativa come questa, fatta di spontaneità, utilizzando il tempo libero, che le altre attività lasciano ai collaboratori. Ora a voi il giudizio.»
Mi preme anche fare notare l'acuto giudizio, ancor oggi valido, che non è il fuoristrada e un suo uso corretto, come quello propugnato dalla Federazione, a danneggiare la natura, ma il costruire strade dovunque e la relativa cementificazione che segue.
Articolo di Luca Maria Apolloni Ghetti, responsabile Relazioni Esterne Opel Italia.